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lunedì 23 aprile 2012

ALBANO: TERESIO OLIVELLI TRA STORIA E SANTITA' A PALAZZO SAVELLI - La Redazione


Venerdì 29 aprile, alle ore 17.30 presso la sala Giunta di palazzo Savelli, verrà presentato il libro-documento Teresio Olivelli tra storia e santità, uno studio documentatissimo condotto da Giovanni Di Peio (edito da Effetà) su una delle figure più complesse del periodo che va dal Regime fascista alla fine della Seconda Guerra Mondiale: Teresio Olivelli.
Giovanni Di Peio (Roma, 1938) è stato docente e preside nei licei classici statali coltivando gli studi di storia, iniziati all’Università di Roma con Maestri quali Federico Chabod e Alberto Maria Ghisalberti. Ha collaborato al Dizionario Biografico degli Italiani e ha pubblicato articoli e saggi di grande spessore innovativo sulla storia contemporanea. È vicepresidente del Comitato di Roma della Dante Alighieri, dove svolge incontri, specie per i giovani, a livello mondiale.

Il libro, che verrà commentato pochi giorni prima del 25 aprile, è un percorso di un giovane, Teresio Olivelli, verso la santità. Un personaggio emblematico, di cui è in atto il processo di beatificazione. Medaglia d’oro al valore della Resistenza e Servo di Dio, è un esempio di fede e di crescita, ma soprattutto di onestà verso se stesso e di coerenza.
Il libro, scritto con dovizia di note, ma soprattutto con l’oggettività dello storico vero, ci conduce attraverso la crisi interiore sempre più profonda vissuta da Teresio Olivelli, il quale, non solo non fuggirà cambiando bandiera, ma affronterà il conflitto combattendo fra gli alpini sul fronte russo vivendo la terribile ritirata dell’ARMIR. Tornato in patria, dopo aver toccato con mano la fine delle illusioni e dopo aver visto “in faccia” l’assurdo della ferocia nazista, chiuse  i conti con il fascismo. Concepì il sogno di un’Italia più giusta, libera e cristiana, e vi si dedicò coi fatti e l’esempio, militando nella Resistenza, tra le file delle Fiamme Verdi.
Arrestato e deportato, avrebbe potuto avere trattamenti di riguardo poiché parlava il tedesco come l’italiano e fungeva da interprete; invece si eresse a difensore dei compagni maltrattati, di qualsivoglia credo politico e religioso, fino a divenire inviso e scomodo ai gerarchi nazifascisti. Nel lager divenne invece il simbolo di riferimento dei perseguitati. Divideva il suo misero pasto con gli indigenti, fino a mettere a dura prova la sua salute, già malridotta dalle continue percosse ricevute da un Kapò che lo aveva sorpreso ad assistere un compagno malato e a passare i propri indumenti alle persone stremate. Morì martire della libertà nel gennaio del 1945, a soli 29 anni.
L’esempio di Teresio Olivelli, partigiano e cristiano in via di santificazione, indica ancora una volta – se ce ne fosse ancora bisogno – che la Liberazione è stata opera degli italiani di ogni colore politico, dei veri antifascisti, dei coraggiosi  apostoli della libertà, uomini e donne, giovani e vecchi che ci hanno consegnato, col sacrificio supremo della propria vita, una patria democratica e repubblicana.
È un libro bellissimo, che registra, a 360 gradi, un periodo difficile dell’Italia e del mondo; attraverso la biografia di un uomo solo. Investe il pensiero e le correnti di molti protagonisti di quegli anni, divenendo un testo necessario a chiarire ulteriormente, con oggettività e senza acrimonie, i problemi irrisolti di tante anime pure e illuminate dal cammino del vero ideale.
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